Budget UK 2025/26: principali novità fiscali e impatti per contribuenti e imprese

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Con il Budget per l’anno fiscale 2025/26, il Governo britannico ha delineato le linee guida della politica fiscale per i prossimi anni, confermando un’impostazione orientata alla stabilità delle finanze pubbliche, all’ampliamento della base imponibile e a una progressiva revisione di alcune agevolazioni fiscali storiche.

Le misure introdotte hanno un impatto significativo sia sui contribuenti persone fisiche sia sulle imprese, rendendo sempre più centrale una corretta pianificazione fiscale.

Di seguito riepiloghiamo le principali novità di interesse.

Congelamento delle soglie dell’imposta sul reddito e “fiscal drag”

Il Budget 2025/26 conferma il congelamento delle principali soglie dell’Income Tax per più anni fiscali consecutivi. In particolare, rimangono invariate:

  • la Personal Allowance, ossia la quota di reddito esente da imposta;
  • le soglie di accesso alle aliquote basic rate, higher rate e additional rate.

Il mantenimento di tali soglie a livelli nominali costanti, in un contesto di crescita dei salari nominali e inflazione, produce un effetto noto come “fiscal drag”. In pratica, anche in assenza di un aumento delle aliquote fiscali, un numero crescente di contribuenti viene progressivamente:

  • attratto verso scaglioni di imposizione più elevati;
  • oppure soggetto a una riduzione o perdita della Personal Allowance.

L’impatto del fiscal drag è particolarmente rilevante per:

  • lavoratori dipendenti con aumenti salariali legati all’inflazione;
  • professionisti e imprenditori individuali con redditi in crescita;
  • contribuenti prossimi alla soglia dei £100.000, oltre la quale la Personal Allowance viene gradualmente azzerata.

Nel medio periodo, il congelamento delle soglie comporta quindi un aumento della pressione fiscale effettiva, non immediatamente percepibile ma strutturale, che incide sul reddito netto disponibile delle famiglie senza richiedere interventi espliciti sulle aliquote.

Dal punto di vista della pianificazione fiscale, questo scenario rende sempre più importante:

  • monitorare con attenzione l’evoluzione del reddito complessivo;
  • valutare strumenti di mitigazione legittimi, come contributi pensionistici, salary sacrifice e altre forme di pianificazione consentite;
  • anticipare gli effetti fiscali degli aumenti retributivi o dei bonus.

Il fiscal drag rappresenta quindi una delle leve principali attraverso cui il Governo prevede di incrementare le entrate fiscali nel medio-lungo periodo, con effetti diffusi e progressivi su un’ampia platea di contribuenti.

Tassazione di dividendi e redditi finanziari

Il Budget 2025/26 conferma l’orientamento del Governo verso un rafforzamento della tassazione dei redditi di natura finanziaria, in particolare:

  • dividendi percepiti da partecipazioni societarie;
  • interessi e rendite finanziarie derivanti da depositi bancari, strumenti di risparmio e investimenti.

L’obiettivo dichiarato è quello di ridurre progressivamente il divario fiscale tra redditi da lavoro e redditi da capitale, allineando maggiormente il carico impositivo tra le diverse categorie di reddito. Tale impostazione si inserisce in una strategia più ampia di incremento delle entrate fiscali senza intervenire direttamente sulle aliquote dell’Income Tax.

Nuove aliquote sui dividendi

Il Budget prevede un incremento delle aliquote sui dividendi, con effetto dai prossimi anni fiscali, che andrà a incidere in modo significativo su:

  • soci di società operative;
  • imprenditori che utilizzano i dividendi come forma di remunerazione;
  • investitori privati con portafogli azionari rilevanti.

Di seguito una tabella comparativa tra le aliquote attualmente in vigore e quelle annunciate nel Budget:

Fascia di reddito Aliquote dividendi fino al 2024/25 Aliquote dividendi post-Budget*
Basic rate 8,75% 10,75%
Higher rate 33,75% 35,75%
Additional rate 39,35% 41,35%

* Le nuove aliquote si applicheranno secondo il calendario di attuazione previsto dal Budget e saranno accompagnate dal mantenimento di una Dividend Allowance fortemente ridotta, che limita ulteriormente l’esenzione sui primi proventi percepiti.

Impatto per contribuenti e investitori

L’aumento delle aliquote sui dividendi, combinato con:

  • il congelamento delle soglie dell’Income Tax;
  • la riduzione delle franchigie;
  • l’assenza di indicizzazione all’inflazione,

comporta un incremento della pressione fiscale effettiva soprattutto per i contribuenti nelle fasce di reddito medio-alte. In molti casi, strategie di remunerazione e investimento tradizionalmente efficienti risultano oggi meno vantaggiose rispetto al passato.

Particolare attenzione dovrà essere prestata nei casi in cui:

  • i dividendi rappresentano una quota significativa del reddito complessivo;
  • vi è interazione con altre fonti di reddito (lavoro dipendente, immobili, redditi esteri);
  • si superano soglie critiche, come quella dei £100.000, con effetti indiretti su Personal Allowance e benefici fiscali.

Considerazioni di pianificazione fiscale

Alla luce delle nuove aliquote, diventa sempre più rilevante:

  • rivedere la struttura di remunerazione di soci e amministratori;
  • valutare strumenti fiscalmente efficienti come ISA, pensioni e piani di investimento di lungo periodo;
  • analizzare l’impatto complessivo dei redditi finanziari sulla posizione fiscale personale e familiare.

Il rafforzamento della tassazione su dividendi e rendite finanziarie rappresenta quindi uno dei cambiamenti più incisivi del Budget 2025/26, con effetti strutturali che rendono indispensabile una pianificazione fiscale consapevole e preventiva.

Pensioni e salary sacrifice: revisione dei benefici contributivi

Il Budget 2025/26 introduce un’importante revisione del trattamento fiscale dei contributi pensionistici, con particolare riferimento ai contributi effettuati tramite salary sacrifice, uno degli strumenti più utilizzati negli ultimi anni per la pianificazione fiscale e previdenziale di dipendenti e datori di lavoro.

Nel meccanismo del salary sacrifice, il dipendente rinuncia a una parte della retribuzione lorda in cambio di un contributo pensionistico equivalente versato dal datore di lavoro. Questo schema consente tradizionalmente:

  • un risparmio di Income Tax per il dipendente;
  • un risparmio di National Insurance Contributions (NIC) sia per il dipendente sia per il datore di lavoro;
  • un incremento dell’efficienza complessiva della remunerazione, soprattutto per redditi medio-alti.

Il Budget prevede una progressiva limitazione dei benefici contributivi legati al risparmio di NIC, con l’obiettivo di:

  • contenere il costo per l’erario derivante dall’ampio utilizzo di tali schemi;
  • ridurre l’impiego del salary sacrifice come strumento di pianificazione fiscale considerato eccessivamente vantaggioso rispetto ad altre forme di remunerazione.

In particolare, viene delineato un percorso di riforma volto a:

  • ridurre o circoscrivere l’esenzione da NIC per determinate tipologie o importi di contributi pensionistici;
  • riallineare gradualmente il trattamento dei contributi pensionistici alla più ampia struttura delle retribuzioni imponibili.

Impatti per dipendenti e datori di lavoro

Nel medio-lungo periodo, tali modifiche potranno avere effetti significativi su:

  • pacchetti retributivi dei dipendenti, in particolare per coloro che utilizzano il salary sacrifice per mantenere il reddito sotto soglie fiscali critiche (ad esempio £100.000);
  • politiche di welfare aziendale, che potrebbero dover essere ripensate per mantenere un equilibrio tra costo per l’azienda e beneficio per il dipendente;
  • strategie pensionistiche, specialmente per contribuenti che fanno ampio ricorso a contributi elevati o variabili (bonus sacrifice).

In molti casi, il venir meno – anche parziale – del vantaggio in termini di NIC ridurrà l’efficienza fiscale complessiva del salary sacrifice, pur lasciando invariato il beneficio di differimento dell’imposizione tramite il risparmio previdenziale.

Considerazioni operative e di pianificazione

Alla luce di queste evoluzioni, sarà sempre più importante:

  • monitorare attentamente le nuove regole applicative e le relative tempistiche;
  • valutare l’impatto delle modifiche su Annual Allowance, tapered allowance e carry forward;
  • riconsiderare le modalità di utilizzo dei bonus e delle componenti variabili della retribuzione;
  • integrare la pianificazione pensionistica con una visione complessiva della posizione fiscale e previdenziale del contribuente.

La revisione del regime di salary sacrifice rappresenta quindi uno dei cambiamenti più rilevanti del Budget 2025/26, con effetti strutturali destinati a incidere sulle scelte retributive e previdenziali di dipendenti e imprese nei prossimi anni.

Imprese e investimenti: modifiche agli ammortamenti fiscali

Sul fronte della corporate taxation, il Budget 2025/26 introduce interventi mirati sui regimi di ammortamento fiscale (capital allowances), con l’obiettivo di ribilanciare il rapporto tra incentivazione agli investimenti e sostenibilità delle entrate pubbliche.

In particolare, le misure annunciate incidono su due aree principali:

  • la revisione delle aliquote di writing down allowances (WDA) applicabili ad alcune categorie di beni strumentali;
  • la rimodulazione delle agevolazioni fiscali per gli investimenti in capitale, in parte compensativa rispetto alla riduzione delle deduzioni annuali ordinarie.

Revisione delle writing down allowances

Le writing down allowances rappresentano il meccanismo ordinario attraverso cui le imprese deducono fiscalmente, nel tempo, il costo dei beni strumentali che non beneficiano di deduzioni immediate. Il Budget prevede una riduzione delle aliquote di ammortamento fiscale su determinate categorie di asset, in particolare quelli inclusi nel main pool.

Questa revisione comporta:

  • una deduzione fiscale più lenta del costo dei beni nel tempo;
  • un differimento del beneficio fiscale, con impatto negativo sui flussi di cassa;
  • una maggiore esposizione delle imprese agli effetti dell’inflazione, in quanto il valore reale delle deduzioni si riduce nel corso degli anni.

Per le imprese con elevati investimenti ricorrenti in beni strumentali, il cambiamento può tradursi in un aumento del carico fiscale effettivo nel breve-medio periodo.

Rimodulazione delle agevolazioni sugli investimenti

Parallelamente alla revisione delle aliquote ordinarie, il Budget prevede una rimodulazione delle agevolazioni per investimenti in beni strumentali, con l’intento di mantenere un livello minimo di attrattività fiscale per gli investimenti produttivi.

In questo contesto, il Governo conferma un approccio selettivo agli incentivi:

  • mantenendo regimi di deduzione accelerata o maggiorata per specifiche tipologie di investimenti ritenuti strategici;
  • riducendo invece il ricorso a incentivi generalizzati, considerati meno efficienti in termini di costo per l’erario.

Il risultato è un sistema più complesso, nel quale la qualificazione corretta dell’investimento e la tempistica di acquisizione dei beni assumono un ruolo centrale ai fini fiscali.

Impatti per le imprese

Nel complesso, le modifiche introdotte dal Budget comportano:

  • un minor vantaggio fiscale immediato per una parte degli investimenti in capitale;
  • una maggiore necessità di pianificazione preventiva degli investimenti;
  • un’attenzione crescente alla struttura degli asset, alla loro classificazione fiscale e al timing di acquisizione.

Le imprese più esposte sono quelle:

  • ad alta intensità di capitale;
  • con cicli di investimento frequenti;
  • che non possono beneficiare di regimi di deduzione immediata o accelerata.

Considerazioni di pianificazione

Alla luce delle nuove regole, diventa sempre più importante:

  • valutare in anticipo l’impatto fiscale degli investimenti programmati;
  • confrontare le diverse opzioni di acquisto, leasing o noleggio dei beni;
  • integrare le decisioni di investimento con una strategia fiscale e finanziaria di medio-lungo periodo.

Le modifiche agli ammortamenti fiscali introdotte dal Budget 2025/26 segnano quindi un passaggio verso un sistema meno generoso ma più selettivo, che richiede alle imprese un approccio più strutturato e consapevole alla pianificazione degli investimenti.

Altri interventi fiscali rilevanti

Oltre alle misure di maggiore impatto su redditi, pensioni e investimenti, il Budget 2025/26 introduce una serie di interventi fiscali mirati che, pur non rappresentando una riforma organica di singoli settori, contribuiscono a ridefinire in modo significativo il quadro complessivo della fiscalità britannica.

Fiscalità immobiliare e imposte locali

Il Budget prevede interventi sulla fiscalità immobiliare e locale, con l’obiettivo di:

  • rafforzare il gettito derivante dal patrimonio immobiliare;
  • rendere il sistema più coerente con i valori di mercato e con la capacità contributiva dei proprietari.

Tali misure possono incidere sia sui privati proprietari di immobili sia sulle imprese, in particolare in relazione a:

  • imposte locali e business rates;
  • immobili di valore elevato;
  • investimenti immobiliari non direttamente produttivi.

Nel medio periodo, ciò rende sempre più rilevante una valutazione attenta della redditività netta degli investimenti immobiliari, anche alla luce dell’interazione con altre imposte (Income Tax, Corporation Tax, Capital Gains Tax).

Revisione della tassazione di settori regolamentati

Il Budget 2025/26 interviene in modo mirato sulla tassazione di alcuni settori regolamentati, ossia comparti economici che operano in mercati soggetti a licenze, autorizzazioni pubbliche o controlli stringenti, e che presentano una o più delle seguenti caratteristiche:

  • elevata marginalità o profittabilità strutturale;
  • crescita sostenuta nel tempo, anche in contesti economici sfavorevoli;
  • impatti sociali, sanitari o ambientali rilevanti, tali da giustificare un maggiore intervento pubblico.

Tra i principali settori interessati rientrano, in particolare:

  • gioco d’azzardo e betting, inclusi online gaming e remote gambling;
  • energia e utilities, soprattutto nei comparti con profitti elevati o rendite regolamentate;
  • alcol, tabacco e prodotti affini;
  • servizi digitali e piattaforme online operanti in mercati regolamentati;
  • settori finanziari specifici, soggetti a regimi fiscali o contributivi dedicati.

Finalità degli interventi

L’approccio del Governo non si limita a un semplice aumento della pressione fiscale, ma mira a:

  • incrementare il contributo fiscale di comparti ritenuti in grado di sostenerlo, in virtù della loro redditività o posizione di mercato;
  • aggiornare regimi impositivi settoriali che non riflettono più adeguatamente l’evoluzione economica, tecnologica o dei modelli di business;
  • rafforzare l’allineamento tra regolamentazione e imposizione fiscale, evitando che settori fortemente regolati beneficino di trattamenti fiscali considerati non coerenti con il livello di controllo pubblico o con i costi sociali generati.

In alcuni casi, le misure possono assumere la forma di:

  • nuove o maggiori imposte settoriali;
  • aumento di aliquote già esistenti;
  • revisione delle basi imponibili;
  • eliminazione o riduzione di relief e agevolazioni specifiche.

Impatti per le imprese

Per le imprese operanti in questi settori, anche modifiche apparentemente circoscritte possono produrre effetti rilevanti, tra cui:

  • aumento del carico fiscale effettivo;
  • riduzione dei margini operativi;
  • necessità di rivedere pricing, investimenti e strategie commerciali;
  • maggiore complessità di compliance e reporting.

La natura settoriale di tali interventi implica inoltre un rischio normativo più elevato, poiché i cambiamenti possono essere introdotti con tempistiche rapide e con limitati periodi di transizione.

Considerazioni di pianificazione

Alla luce di questo scenario, per le imprese attive in settori regolamentati diventa essenziale:

  • monitorare costantemente le evoluzioni normative e fiscali;
  • valutare l’impatto combinato di fiscalità, regolamentazione e compliance;
  • integrare la pianificazione fiscale con una visione strategica del modello di business.

La revisione della tassazione dei settori regolamentati conferma quindi una tendenza chiara del sistema fiscale britannico: concentrare l’aumento del gettito su comparti ritenuti più resilienti o socialmente sensibili, riducendo progressivamente i vantaggi fiscali storicamente riconosciuti.

Razionalizzazione di agevolazioni e relief fiscali

Un ulteriore filone di intervento riguarda la razionalizzazione delle agevolazioni fiscali e dei relief, con una revisione critica dei benefici esistenti.

L’obiettivo dichiarato è quello di:

  • ridurre la frammentazione del sistema;
  • eliminare agevolazioni considerate inefficienti o non più giustificate;
  • concentrare le risorse su incentivi mirati a obiettivi economici e sociali specifici.

Questo processo comporta una progressiva riduzione dei benefici generalizzati, a favore di misure più selettive e condizionate, con un conseguente aumento della complessità interpretativa e applicativa.

Implicazioni complessive

Nel loro insieme, questi interventi confermano una linea di politica fiscale improntata a:

  • maggiore selettività degli incentivi;
  • ampliamento della base imponibile;
  • rafforzamento del gettito senza aumenti generalizzati delle aliquote.

Per contribuenti e imprese, ciò implica la necessità di:

  • monitorare costantemente l’evoluzione normativa;
  • rivedere periodicamente le proprie strategie fiscali e patrimoniali;
  • valutare con attenzione l’impatto delle singole misure nel contesto complessivo della propria posizione fiscale.

Il Budget 2025/26 rafforza quindi un approccio più mirato e meno uniforme agli incentivi fiscali, rendendo sempre più centrale una consulenza specialistica per navigare un sistema fiscale in continua evoluzione.

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