Applicazione
Verifica della conformità alle leggi fiscali
In che modo l’autorità fiscale verifica la conformità alle leggi fiscali? Ciò varia a seconda dei contribuenti o delle imposte?
Il Fisco statunitense verifica la conformità alle leggi fiscali attraverso sistemi automatizzati e controlli. I processi automatizzati segnalano le discrepanze nelle dichiarazioni dei redditi rispetto alle dichiarazioni precedenti e alle dichiarazioni presentate da terzi (ad esempio, i moduli relativi alle ritenute salariali). I controlli del Fisco, che vanno dalla corrispondenza ai controlli effettuati sul posto, prendono in esame la documentazione dei contribuenti in modo più dettagliato. Il livello di controllo varia in base al tipo di contribuente (ad esempio, persona fisica, piccola impresa o grande impresa multinazionale) e alla complessità degli aspetti fiscali coinvolti, con le grandi società e le persone fisiche con un patrimonio netto elevato, che sono, spesso, soggette a verifiche più rigorose. La verifica, che coinvolge di una grande impresa, ad esempio, può riguardare una moltitudine di questioni e durare diversi anni.
Procedura di revisione della dichiarazione dei redditi e termini di prescrizione
Qual è la procedura tipica seguita dalle autorità fiscali per la revisione di una dichiarazione dei redditi e quanto dura la revisione? Quali sono i termini di prescrizione applicabili?
Ai sensi della sezione 6501 del Codice tributario statunitense, il Fisco ha, generalmente, tre anni di tempo dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi per apportare rettifiche e accertare l’applicazione di eventuali imposte aggiuntive. Esistono alcune eccezioni, ad esempio, quando un contribuente omette di dichiarare oltre il 25% del reddito lordo nella propria dichiarazione dei redditi (nel qual caso, il periodo di accertamento è esteso a sei anni) oppure quando il contribuente presenta una dichiarazione fraudolenta o non presenta alcuna dichiarazione (nel qual caso, l’imposta può essere accertata in qualsiasi momento). Possono trovare applicazione anche diverse eccezioni più tecniche, ad esempio, quando non vengono soddisfatti determinati requisiti di comunicazione delle informazioni. I contribuenti e le autorità fiscali possono anche concordare di prorogare il periodo di accertamento. Durante il corso di una verifica, è prassi comune che i contribuenti accettino una proroga quando il Fisco necessita di più tempo per effettuare la verifica o per portare avanti il caso attraverso un ricorso amministrativo e il contribuente ritenga, invece, che le questioni possano essere risolte senza ricorrere al contenzioso.
Richieste di informazioni da parte delle autorità fiscali
Quali tipi di informazioni possono richiedere le autorità fiscali ai contribuenti? Le autorità fiscali possono interrogare il contribuente o i suoi dipendenti? In tal caso, esistono delle restrizioni?
I contribuenti sono tenuti a conservare una documentazione sufficiente a dimostrare l’accuratezza delle informazioni riportate nelle loro dichiarazioni dei redditi. Inoltre, in genere, hanno l’onere della prova per quanto riguarda il loro reddito, le detrazioni e i crediti. Per garantire il rispetto delle leggi fiscali, il Fisco può richiedere una vasta gamma di informazioni ai contribuenti e a terzi. Le richieste più comuni includono documenti finanziari, documenti aziendali, come contratti e regolamenti interni, e spiegazioni relative alle posizioni riportate. Nei casi, che coinvolgono transazioni internazionali o entità straniere, il Fisco può richiedere la documentazione relativa ai prezzi di trasferimento, i rapporti sui conti bancari esteri e altre informazioni sulle attività transfrontaliere. Il Fisco può anche avvalersi delle disposizioni contenute nei trattati, negli accordi sullo scambio di informazioni fiscali e di altri strumenti di raccolta di informazioni transfrontaliere. Il Fisco è, altresì, autorizzato a condurre colloqui con i contribuenti, i loro dipendenti e terzi per raccogliere informazioni rilevanti ai fini delle proprie verifiche. Questi colloqui fanno spesso parte di un esame più ampio e possono essere condotti presso l’abitazione del contribuente, la sede dell’attività o in un altro luogo concordato. Il contribuente ha il diritto di farsi rappresentare da un avvocato o da un professionista fiscale durante il colloquio. Il Fisco è tenuto a fornire al contribuente un preavviso prima di contattare terzi.
Il Fisco ha, inoltre, ampia libertà di richiedere informazioni e condurre colloqui. I materiali riservati (cioè, quelli coperti dal segreto professionale o, comunque, soggetti a non divulgazione) possono essere protetti dalla divulgazione e i contribuenti non devono essere soggetti a richieste inutili o eccessivamente invasive. Tuttavia, il Fisco ha, generalmente, ampio diritto di ottenere informazioni dai contribuenti e da terzi, a condizione che l’indagine abbia uno scopo legittimo (ad esempio, la conformità alle normative fiscali) e che le informazioni richieste siano rilevanti a tal fine.
Mancata fornitura di informazioni da parte del contribuente
Quali azioni possono intraprendere le autorità fiscali qualora il contribuente non fornisca le informazioni richieste?
Se un contribuente non fornisce le informazioni richieste durante una verifica o un’indagine fiscale, la legge prevede diverse opzioni a disposizione delle autorità fiscali per consentire il raggiungimento degli obiettivi ed ottenere la collaborazione da parte del contribuente. Il Fisco può, infatti, emettere una citazione amministrativa per richiedere al contribuente, o a una terza parte, di fornire i registri, i documenti o le testimonianze richieste. In caso di mancata ottemperanza, il Fisco può ottenere l’esecuzione attraverso apposito procedimento presso il tribunale distrettuale federale. Il mancato rispetto di un ordine giudiziario, che da esecuzione ad una citazione, può comportare oltraggio alla corte e potenziali sanzioni. Inoltre, se il contribuente non fornisce documentazione adeguata e sufficiente a supportare le detrazioni effettuate, i crediti vantati o le posizioni indicate nella propria dichiarazione dei redditi, il Fisco può decidere di escludere tali voci con la conseguenza di un possibile aumento dell’imposta dovuta dal contribuente, degli interessi e delle potenziali sanzioni. Alcuni contribuenti (ad esempio, le società statunitensi di proprietà straniera) sono soggetti a ulteriori sanzioni pecuniarie e di altro tipo per la mancata ottemperanza alle richieste del Fisco statunitense. Nelle verifiche fiscali a carico delle grandi società, se vengono soddisfatti requisiti specifici, il Fisco può emettere una “citazione designata”, che avrà l’effetto di sospendere il termine di prescrizione per l’accertamento dell’imposta.
Riscossione dei pagamenti scaduti
In che modo le autorità fiscali possono riscuotere i pagamenti fiscali scaduti a seguito di una revisione fiscale?
Il Fisco ha generalmente dieci anni di tempo dopo l’accertamento dell’imposta per procedere alla riscossione, anche se questo periodo può essere sospeso se, ad esempio, viene utilizzato un piano di pagamento o il contribuente dichiara fallimento. Il Fisco riscuote i pagamenti fiscali scaduti attraverso una serie di misure progressive. Inizialmente, invia avvisi di pagamento, compreso un avviso finale prima di intraprendere azioni esecutive. Questo avviso dà luogo a un diritto di pegno su tutti i beni e i diritti di proprietà detenuti dal contribuente e, una volta registrato pubblicamente il diritto di pegno, preserva generalmente il credito del Fisco nei confronti di creditori terzi. Il Fisco può procedere alla riscossione attraverso compensazioni di rimborsi, pignoramenti di stipendi e prelievi su conti bancari e altri beni. Nei casi più gravi, il Fisco può sequestrare e vendere i beni. I contribuenti sono incoraggiati a rispondere in modo proattivo per evitare queste misure esecutive. I contribuenti possono risolvere volontariamente i loro debiti, stipulando accordi di rateizzazione, richiedendo ritardi temporanei nella riscossione o negoziando un’offerta di compromesso se possono dimostrare di avere dubbi sulla responsabilità o sulla riscuotibilità dell’imposta.
Sanzioni – ambito di applicazione
In quali circostanze le autorità fiscali possono imporre sanzioni?
Il codice tributario statunitense impone sanzioni civili di varia natura per garantire il rispetto delle leggi fiscali. Tali sanzioni includono le sanzioni per morosità (mancata presentazione della dichiarazione dei redditi o mancato pagamento delle imposte entro i termini previsti), le sanzioni per errori di accuratezza/precisione (ad esempio, dovute a negligenza), sanzioni per frode e sanzioni per mancata comunicazione di informazioni (mancata presentazione di moduli o mancata segnalazione di conti esteri). Sono previste anche sanzioni penali per una serie di reati fiscali, comprese le azioni intraprese con l’intento di evadere il fisco o gli obblighi di dichiarazione fiscale.
Le sanzioni per errori di accuratezza/precisione sono quelle più frequenti. Queste sanzioni sono, di regola, pari al 20% del pagamento insufficiente di imposta attribuibile a: negligenza o inosservanza delle norme e dei regolamenti, una sostanziale sottovalutazione dell’imposta sul reddito, una sostanziale errata valutazione (in caso di significativa errata valutazione dell’imposta, la sanzione è pari al 40%) e transazioni prive di sostanza economica. In generale, i contribuenti possono evitare queste sanzioni dimostrando di aver fornito informazioni adeguate e sufficienti e di aver agito in buona fede e per un motivo ragionevole rispetto alle posizioni assunte.
Le sanzioni applicate per le transazioni prive di sostanza economica comportano una responsabilità oggettiva, che non può essere esclusa facendo ricorso alla sussistenza di motivi ragionevoli. Le sanzioni per errori di valutazione sostanziali e gravi si applicano anche nel contesto dei prezzi di trasferimento interaziendali. Per le multinazionali, le sanzioni per errori di valutazione dei prezzi di trasferimento (pari al 20% o al 40%) possono essere severe, data la complessità di determinare con precisione i prezzi di trasferimento a condizioni di mercato di libera concorrenza. Esistono anche sanzioni separate di adeguamento netto, che si applicano in base all’entità degli adeguamenti dei prezzi di trasferimento.
Conseguenze penali
La mancata conformità fiscale può comportare conseguenze penali? Queste sono diverse a seconda dei diversi tipi di contribuenti?
Sì, la mancata conformità fiscale può comportare conseguenze penali, in particolare nei casi che comportano violazioni deliberate o intenzionali delle leggi fiscali. Il codice tributario impone sanzioni penali per reati quali l’evasione fiscale, la presentazione di dichiarazioni false, la mancata presentazione delle dichiarazioni richieste e altri atti fraudolenti o intenzionali. Tali conseguenze possono comportare multe, risarcimenti o reclusione e possono variare a seconda della natura della violazione e del contribuente coinvolto. I tipi di violazioni fiscali, che possono comportare accuse penali includono l’evasione fiscale, la presentazione di dichiarazioni false, la frode e le dichiarazioni mendaci.
Record di applicazione
Quali sono i dati recenti relativi all’ applicazione delle norme fiscali da parte delle autorità?
Negli ultimi anni, il Fisco ha continuato ad aumentare e migliorare i propri sforzi nell’applicazione delle normative fiscali, rivolgendo la propria attenzione, in particolare, nei confronti dei soggetti con redditi elevati e delle grandi società. Sotto la nuova amministrazione Trump, tuttavia, il personale del Fisco è diminuito del 25% e sono previsti ulteriori tagli al bilancio. Non è chiaro, al momento, quali saranno le priorità dell’amministrazione Trump in materia di applicazione della legge in futuro. La stragrande maggioranza delle verifiche del Fisco viene risolta senza ricorso al contenzioso ma i dettagli di tali risoluzioni non vengono resi pubblici. Secondo i dati più recenti, nel 2024, il Fisco ha recuperato oltre 1,3 miliardi di dollari da persone fisiche con redditi e patrimoni elevati. In particolare, i dati indicano che 111.000 verifiche effettuate nei confronti di persone fisiche, aziende e patrimoni hanno portato a un’imposta aggiuntiva di 22 miliardi di dollari, di cui oltre 15 miliardi provenienti da contribuenti aziendali. La maggior parte dei contribuenti non hanno, tuttavia, concordato con gli importi fiscali indicati dagli ispettori del Fisco, pertanto, al momento, non è possibile prevedere quale sarà la percentuale di successo in vista del pagamento dell’imposta aggiuntiva indicata dalle autorità fiscali.
Nel 2024, la sezione del Fisco, che si occupa delle indagini di carattere penale, ha portato alla luce oltre 2,1 miliardi di dollari in frodi fiscali e ha registrato un tasso di condanne pari al 90% dei 674 casi, che ha raccomandato di perseguire.
Stefano Linares, Esq.
Studio legale internazionale Linares Associates PLLC, 100 Park Avenue, Suite 1600, New York, NY 10017, Via P. Rondoni, 11, 20146 Milano, website: linareslaw.com
