Procedimento arbitrale internazionale

Home / Blog / Procedimento arbitrale internazionale

Con l’entrata in vigore dell’Arbitration Act 2025, la Sezione 39A conferisce agli arbitri il potere di decidere sommariamente sulle richieste. Questo strumento è particolarmente utile negli arbitrati ad hoc o regolati da norme che non prevedono tali poteri. Tuttavia, la soglia di applicazione resta elevata: occorre dimostrare che una parte non abbia alcuna probabilità concreta di successo nella richiesta, nella questione o nella difesa.

Le possibilità di contestare le decisioni giurisdizionali ai sensi dell’articolo 67 sono ora limitate. Non è più consentito sollevare obiezioni o presentare prove non già sottoposte al tribunale, né ripetere l’udienza per elementi già esaminati.

La Sezione 6A prevede che, in assenza di una scelta esplicita delle parti, si applichi automaticamente la legge della sede dell’arbitrato. Poiché altre giurisdizioni possono adottare criteri diversi, si raccomanda di indicare chiaramente la legge applicabile all’accordo arbitrale per evitare incertezze o conflitti.

La legge richiede agli arbitri di segnalare qualsiasi circostanza che possa ragionevolmente mettere in dubbio la loro imparzialità.

La figura dell’arbitro d’urgenza è riconosciuta e può emettere ordini vincolanti ed esecutivi dinanzi al tribunale in caso di inadempienza da parte di una delle parti.

Il tribunale può concedere misure a supporto dell’arbitrato anche nei confronti di terzi, ad esempio per la tutela di prove o beni rilevanti.

La Corte Suprema ha confermato la validità vincolante dei lodi arbitrali e ha respinto i tentativi di far valere sentenze contrastanti di altre giurisdizioni. Queste decisioni riaffermano il principio dell’irrevocabilità del contenzioso e rafforzano la tutela contro chi tenta di riaprire controversie già risolte in contesti percepiti come più favorevoli.

La Corte Commerciale ha valutato l’applicabilità della riservatezza arbitrale: sono riservate le informazioni e i documenti prodotti specificamente per l’arbitrato, mentre le circostanze sottostanti e l’esistenza della controversia sono raramente tutelate. Anche nell’arbitrato, l’introduzione dell’intelligenza artificiale è stata oggetto di attenta analisi e di ampio dibattito. Le principali questioni riguardano la tutela della riservatezza e l’obbligo, per le parti e gli arbitri, di dichiarare l’uso di strumenti di intelligenza artificiale.

Il Chartered Institute ha pubblicato linee guida sull’uso dell’intelligenza artificiale nei procedimenti arbitrali, che i tribunali stanno adottando progressivamente nelle proprie procedure.