Canada: aggiornamento OCSE su lavoro a distanza e criteri per la stabile organizzazione

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Il 19 novembre 2025, l’OCSE ha aggiornato il Modello di Convenzione Fiscale e il relativo Commentario, introducendo nuove linee guida per determinare quando il lavoro a distanza di un dipendente costituisce una stabile organizzazione per il datore di lavoro in un altro Paese.

Il Commentario chiarisce che la presenza di una stabile organizzazione dipende sia dal tempo trascorso in un Paese sia dalla natura delle attività svolte. È rilevante quando il lavoratore opera da remoto, da casa o da un’altra sede significativa per almeno il 50% del tempo lavorativo in un periodo continuativo di 12 mesi. In questi casi, una stabile organizzazione può sorgere solo se la presenza del dipendente ha uno scopo commerciale concreto, come interazioni regolari con clienti o fornitori locali, oppure se le sue attività contribuiscono in modo sostanziale all’operatività dell’azienda nella giurisdizione estera. Al contrario, la scelta personale del dipendente di lavorare da casa, la necessità di trattenere talenti o di ottimizzare i costi interni non sono considerati motivi commerciali e, da soli, non danno origine a una stabile organizzazione. Tuttavia, l’assenza di un motivo commerciale non esclude automaticamente questa possibilità: è necessario valutare tutte le circostanze e i comportamenti concreti per un’analisi corretta.

Sebbene il Commentario non sia vincolante per i tribunali canadesi, rappresenta un valido riferimento per l’interpretazione delle convenzioni fiscali locali. Le imprese con dipendenti che lavorano da remoto all’estero dovrebbero quindi riesaminare i propri accordi, prestando attenzione ai casi in cui le attività dei lavoratori possano incidere concretamente sull’operato dell’azienda in un’altra giurisdizione.