Il quadro regolatorio dell’intelligenza artificiale in Brasile

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La proposta di legge brasiliana sull’intelligenza artificiale (PL 2.338/23) mira a stabilire un quadro normativo chiaro per lo sviluppo e l’utilizzo responsabile dell’IA, bilanciando la tutela dei diritti fondamentali con la promozione dell’innovazione.

La proposta adotta un approccio basato sulla valutazione del rischio, vietando i sistemi ritenuti a “rischio eccessivo” e imponendo stringenti requisiti di governance per quelli classificati come “ad alto rischio”. Tali requisiti comprendono la valutazione dell’impatto algoritmico, la documentazione dettagliata, l’integrazione di misure di sicurezza nella fase di progettazione e la supervisione umana dei processi decisionali, al fine di garantire trasparenza e controllo sugli effetti prodotti.

In Brasile, lo sviluppo e l’implementazione dell’intelligenza artificiale avvengono all’interno di un sistema normativo consolidato, che fornisce un chiaro contesto di riferimento. In questo ambito, il sistema giudiziario riveste un ruolo di particolare rilievo.

Il Consiglio Nazionale di Giustizia promuove l’adozione di strumenti di intelligenza artificiale nei tribunali e ha definito linee guida rigorose per assicurarne un utilizzo etico, sicuro e trasparente. Tali misure tutelano i diritti dei cittadini e attribuiscono precise responsabilità ai giudici e al personale giudiziario.

La Corte Suprema e gli altri tribunali brasiliani impiegano l’intelligenza artificiale per funzioni strategiche, tra cui la classificazione dei casi, l’analisi e la mappatura dei precedenti giurisprudenziali, nonché il supporto nella redazione di atti e documenti legali.

Tali strumenti migliorano l’efficienza nella gestione dei procedimenti, riducendo i tempi e i carichi di lavoro. Tuttavia, introducono nuove vulnerabilità, tra cui il rischio che l’intelligenza artificiale generi informazioni errate o fuorvianti, oppure che sistemi esterni la manipolino tramite comandi ingannevoli.