Regno Unito: la rilevanza della forza maggiore nei rapporti contrattuali

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Le crescenti tensioni in Medio Oriente stanno aumentando l’incertezza e il rischio di interruzioni nelle catene di approvvigionamento, con effetti particolarmente rilevanti sul settore energetico.

In tale contesto, il ricorso alla forza maggiore assume un rilievo significativo.

Alcuni operatori di grandi dimensioni hanno recentemente dichiarato la forza maggiore in merito alle forniture.

Ulteriori aziende del settore energetico hanno invocato la clausola di forza maggiore nei contratti a valle.

Sebbene la forza maggiore possa offrire tutela alle parti in caso di eventi straordinari, è fondamentale che le aziende analizzino con attenzione le disposizioni contrattuali prima di invocare tale clausola o di rispondere a una dichiarazione di forza maggiore. Una valutazione approfondita dei termini contrattuali risulta essenziale per comprendere diritti, obblighi e rischi legali.

La forza maggiore rappresenta un concetto correlato, ma distinto, rispetto alla dottrina della common law sull’impossibilità sopravvenuta.

Secondo tale dottrina, un contratto può essere sciolto qualora, successivamente alla sua conclusione, si verifichino eventi che rendano l’adempimento materialmente o economicamente impossibile, oppure ne alterino radicalmente la natura. Qualora le parti abbiano già regolamentato la distribuzione dei rischi, sarà il contratto a determinare le conseguenze degli eventi imprevisti.

Nel sistema giuridico inglese non è prevista una dottrina generale della forza maggiore. Il termine si riferisce a una clausola contrattuale che disciplina i diritti e i rimedi in determinate circostanze. Ambito di applicazione, presupposti ed effetti dipendono esclusivamente dalla formulazione della clausola.

Gli eventi di forza maggiore sono generalmente circostanze al di fuori del controllo delle parti e non prevedibili al momento della stipula del contratto.

Tuttavia, tali definizioni possono variare nei dettagli e includere o escludere eventi specifici. Anche qualora un evento, come una guerra, sia espressamente menzionato nella clausola, potrebbe essere necessario che soddisfi ulteriori condizioni contrattuali per essere riconosciuto come forza maggiore.

Le clausole di forza maggiore generalmente impongono alla parte colpita l’adozione di misure concrete per mitigare o superare gli effetti dell’evento.

La mera occorrenza di una circostanza eccezionale non è sufficiente: qualora l’impatto potesse essere evitato o ridotto mediante misure ragionevoli, il ricorso alla forza maggiore potrebbe risultare ingiustificato.

La giurisprudenza inglese ha inoltre chiarito che tale obbligo di diligenza non comporta l’obbligo di accettare una prestazione diversa da quella originariamente pattuita.

Gli effetti della forza maggiore dipendono esclusivamente da quanto stabilito nel contratto. In alcuni casi è previsto il diritto di risolvere il rapporto dopo un determinato periodo, mentre più frequentemente si applica una sospensione temporanea o una modifica degli obblighi per la durata dell’evento, con eventuali proroghe dei termini. In generale, le obbligazioni non vengono eliminate, ma soltanto rinviate fino al termine della situazione straordinaria.

È essenziale valutare la clausola di forza maggiore nel contesto complessivo del contratto, poiché può interagire con altre disposizioni e incidere sui rimedi disponibili, sugli adeguamenti economici e sulla ripartizione dei costi tra le parti.

Quando una parte intende invocare la forza maggiore o riceve una comunicazione in tal senso, è necessario rispettare scrupolosamente i requisiti contrattuali. Spesso occorre inviare una notifica entro termini specifici, pena la perdita delle tutele previste. Qualora il contratto richieda un nesso diretto tra l’evento e l’inadempimento, la parte dovrà dimostrare che avrebbe potuto adempiere in assenza dell’evento straordinario e che avrebbe adottato tutte le misure ragionevoli per limitarne le conseguenze.