Sponsor e conformità: affrontare la nuova era dei controlli e delle revoche

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Per le aziende nel Regno Unito, la licenza di sponsor è un privilegio e non un diritto. Oggi, garantire la piena conformità è fondamentale a fronte di controlli più rigorosi e del rischio di revoca.
Il Ministero dell’Interno ha confermato un netto inasprimento nell’applicazione delle norme. Tra luglio 2024 e giugno 2025, sono state revocate oltre 1.900 licenze di sponsorizzazione, più del doppio rispetto all’anno precedente. Questo significativo incremento riflette l’approccio del Governo volto a reprimere con decisione gli sponsor non conformi.
Il Ministero sta intensificando la ricerca di casi di non conformità e riducendo la tolleranza per gli errori. Gli sponsor dovrebbero quindi rivedere attentamente le proprie pratiche per garantire il pieno rispetto di tutti gli obblighi previsti dalla normativa.
Gli obblighi dello sponsor sono requisiti essenziali per ottenere e mantenere la licenza di sponsorizzazione. In generale, si suddividono in quattro aree principali:
Gestione e conservazione dei registri: mantenere tutti i documenti obbligatori per l’azienda e per ogni lavoratore sponsorizzato, inclusi i documenti di prova del diritto al lavoro, i contratti, i recapiti e, se applicabile, le certificazioni di competenze o qualifiche.
Controllo e rendicontazione: monitorare presenze, modifiche di ruolo, retribuzione o sede e segnalare eventi specifici entro i termini previsti tramite lo Sponsor Management System (SMS).
Autenticità e conformità dell’impiego: garantire che il lavoro sia effettivo, corrisponda al livello di competenza dichiarato, sia classificato con il codice SOC corretto e sia retribuito secondo le normative.
Collaborazione con UKVI: rispondere alle richieste, consentire le ispezioni e fornire informazioni accurate in caso di problemi.
Gli obblighi dello sponsor iniziano con la concessione della licenza e restano in vigore fino alla sua restituzione o revoca. Il rispetto deve essere continuo, poiché la valutazione iniziale del Ministero dell’Interno non garantisce la conformità nel tempo. Lo sponsor deve quindi assicurare la conformità permanente, poiché eventuali inadempienze possono comportare la sospensione o la revoca della licenza.
I recenti comunicati sull’immigrazione confermano che il governo intende ridurre l’immigrazione netta anche mediante la revoca delle licenze agli sponsor non conformi. L’aumento delle revoche è quindi parte di una strategia deliberata.
Il Ministero dell’Interno sta intensificando gli audit, con particolare attenzione ai settori “a rischio”, come l’assistenza, l’edilizia, l’ospitalità e altri settori con molte sponsorizzazioni. Durante i controlli, i dati degli sponsor vengono confrontati con quelli di HMRC e di Companies House per individuare eventuali incongruenze, soprattutto sulle retribuzioni, e selezionare gli sponsor da verificare.
Gli audit possono essere programmati o effettuati senza preavviso, ma di solito avvengono a distanza. Gli sponsor devono quindi essere sempre pronti a un controllo da parte del Ministero dell’Interno.
La sospensione avviene quando il Ministero dell’Interno sospetta violazioni e impedisce allo sponsor di assegnare nuovi Certificati di Sponsorizzazione (CoS) durante le indagini. Lo sponsor viene temporaneamente rimosso dal registro pubblico, ma i lavoratori già sponsorizzati possono continuare a lavorare fino al ripristino o alla revoca definitiva della licenza.
La revoca di una licenza di sponsorizzazione comporta la cessazione immediata della sponsorizzazione. Tutti i lavoratori sponsorizzati perdono il diritto di lavorare; i loro permessi vengono annullati e scadono entro 60 giorni, periodo in cui devono presentare una nuova domanda di soggiorno o lasciare il Paese. Servire un periodo di sospensione prima di poter richiedere una nuova licenza; altre licenze legate al personale chiave potrebbero essere interessate.
Oltre agli effetti sull’immigrazione, la revoca può causare danni reputazionali, interruzioni operative, perdita di personale chiave, rischi contrattuali per progetti che dipendono da personale sponsorizzato e possibili sanzioni civili in caso di lavoro illegale.
La giurisprudenza recente conferma che i tribunali non impongono al Ministero dell’Interno di esercitare la discrezionalità nei casi di gravi violazioni obbligatorie. Contestare tali decisioni mediante revisione giudiziaria è quindi difficile, salvo evidenti errori di diritto pubblico.
In linea generale, nelle revoche di licenza si riscontrano frequentemente alcune violazioni comuni degli obblighi di conformità, tra cui:
Documentazione dell’Appendice D non conservata correttamente: mancanza di documentazione a supporto del diritto al lavoro, contatti non aggiornati o fascicoli incompleti;
Segnalazioni SMS incomplete o tardive: ferie non retribuite non comunicate, modifiche di ruolo, diminuzioni retributive o trasferimenti di sede non segnalati;
Problemi di corrispondenza del ruolo: lavoratori impiegati in mansioni diverse da quelle indicate nel CoS o con classificazione SOC errata;
Problemi relativi a mancata conformità di stipendio e condizioni di lavoro: pagamenti inferiori alle soglie salariali previste dal CoS o dalle normative sull’immigrazione;
Supervisione carente del personale chiave: personale di livello 1 privo di formazione adeguata o di delega in materia di conformità, senza una chiara responsabilità di un dirigente.
Spesso non si tratta di errori volontari, ma di aziende che, pur impegnate, hanno trascurato i propri obblighi di conformità. Tuttavia, sottovalutare questi obblighi può avere gravi conseguenze per l’azienda.
Tutti gli sponsor dovrebbero rivedere le procedure e i sistemi per garantire la piena conformità e prepararsi agli audit. Si consiglia di effettuare controlli interni regolari per individuare tempestivamente eventuali lacune o errori. È inoltre fondamentale formare il personale chiave e i manager affinché conoscano e rispettino i propri obblighi.
La crescente condivisione di informazioni tra enti governativi, come Companies House e HMRC, consente al Ministero dell’Interno di individuare discrepanze tra gli stipendi effettivi e quelli dichiarati nel CoS, anche prima di richiedere documentazione allo sponsor. È quindi essenziale monitorare con attenzione retribuzioni, ore lavorative e dati del CoS, poiché eventuali discrepanze possono comportare controlli o indagini sull’immigrazione.
Con il numero di revoche ai massimi livelli, gli sponsor devono considerare inevitabili i controlli da parte dell’UKVI, soprattutto nei settori “ad alto rischio”. È quindi fondamentale adottare subito misure per garantire la piena conformità.