Il settore del capitale privato opera in un contesto fiscale in continua evoluzione nel Regno Unito e nell’Unione europea, caratterizzato da criticità e nuove opportunità.
La politica fiscale continua a rappresentare un elemento determinante nelle operazioni di capitale privato, in un contesto di mercato sempre più influenzato dagli sviluppi geopolitici. La possibile introduzione di misure fiscali di tipo “ritorsivo” da parte degli Stati Uniti, in particolare in materia di imposte sui servizi digitali, costituisce un fattore di valutazione rilevante. È inoltre prevedibile che i dazi continueranno a incidere sugli investimenti transfrontalieri e sulle attività operative delle società in portafoglio.
I portafogli europei dovranno essere attentamente monitorati, tenendo conto delle risposte dell’Unione europea all’evoluzione del contesto fiscale globale. L’abbandono, nel 2025, di alcune proposte fiscali dell’Unione europea, quali ATAD III (sostanza) e DEBRA (distorsione del debito), ha eliminato potenziali criticità per il settore; tuttavia, il rischio di nuove iniziative normative permane. In questo scenario dinamico, l’agilità e la tempestività della risposta saranno fattori chiave per gli sponsor.
Nel Regno Unito, l’esenzione temporanea dalla SDRT (imposta di bollo) per le nuove quotazioni alla Borsa di Londra segna un progresso rilevante, da monitorare attentamente in vista di possibili incentivi futuri.
È inoltre previsto che la nuova piattaforma PISCES per il trading secondario di partecipazioni in società private, insieme alla sua interazione con regimi di incentivazione fiscalmente agevolati quali EMI e CSOP, continui a occupare un posto di rilievo nell’agenda politica. Parallelamente, il settore britannico dei fondi secondari e dei fondi di continuazione dovrebbe beneficiare di ulteriori progressi nel processo di modernizzazione delle imposte di bollo, in vista dell’introduzione, prevista per il 2027, di una commissione di trasferimento titoli digitalizzata.
Il Regno Unito, inoltre, sta aggiornando il regime fiscale sugli interessi maturati: da aprile 2026 entrerà in vigore una nuova aliquota aumentata, pari a circa il 34,1% (soggetta a condizioni specifiche), che spingerà gli sponsor a rivedere le strategie di incentivazione dei team. In un contesto internazionale competitivo, in cui giurisdizioni come il Lussemburgo offrono regimi più vantaggiosi, le politiche di fidelizzazione e di remunerazione dei talenti delle società di capitali privati dovranno essere costantemente adeguate. Le aziende dovranno inoltre valutare le implicazioni fiscali di una forza lavoro sempre più mobile, tra cui il rischio di generare involontariamente una stabile organizzazione imponibile.
Il 2026 si annuncia come un anno cruciale per la riforma fiscale internazionale, con la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sulla cooperazione fiscale ancora in fase di negoziazione. Le proposte relative alla tassazione unitaria delle multinazionali e all’introduzione del concetto di “presenza economica significativa” per i servizi transfrontalieri potrebbero trasformare profondamente l’attuale quadro fiscale, rappresentando un cambiamento rilevante rispetto alle norme OCSE e ai trattati fiscali bilaterali consolidati.
Dopo un 2025 complesso, il recente accordo parallelo sul Secondo Pilastro, volto a rispondere alle preoccupazioni degli Stati Uniti, insieme ad altre misure di semplificazione finalizzate a contenere i costi di conformità, potrebbe rafforzare il ruolo dell’OCSE nella regolazione fiscale internazionale, in particolare per il Regno Unito e l’Unione europea.
Le società di capitali privati dovranno seguire da vicino questi sviluppi, poiché ogni cambiamento potrebbe comportare sia sfide sia opportunità nella strutturazione degli investimenti e nella gestione del rischio fiscale.
L’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più centrale nella gestione della conformità e dell’amministrazione fiscale, con novità previste quali l’espansione dello scambio di informazioni fiscali basato sull’IA, l’introduzione di statuti e carte dei diritti per le autorità fiscali e nuove norme che ne definiscano il ruolo nell’amministrazione fiscale. Il capitale privato sarà protagonista di questi cambiamenti, sia come investitore nelle tecnologie di intelligenza artificiale sia come beneficiario delle efficienze e dei vantaggi competitivi che ne derivano. Affidarsi a consulenti che utilizzano l’IA sarà essenziale per orientarsi in un contesto fiscale in rapida evoluzione.
Sarà fondamentale mantenersi aggiornati sulle nuove dinamiche fiscali degli accordi, sfruttare gli incentivi all’uscita disponibili, adeguarsi ai cambiamenti nella tassazione della gestione dei fondi, monitorare le riforme fiscali internazionali e integrare l’intelligenza artificiale nelle funzioni fiscali. Un approccio proattivo con consulenti e interlocutori istituzionali sarà essenziale per gestire i rischi e cogliere le opportunità in un contesto normativo in rapida evoluzione.
