Attualmente, l’articolo 172 impone agli amministratori di agire in buona fede per il successo della società, nell’interesse dei soci. Devono valutare gli effetti a lungo termine, la posizione dei dipendenti e l’impatto sull’ambiente e sulla collettività. Tuttavia, la tutela degli interessi degli azionisti resta l’obiettivo principale.
Il disegno di legge sui doveri degli amministratori, esaminato in prima lettura nell’ottobre 2024 e in seconda lettura nel febbraio 2026, propone di ampliare tale principio.
La modifica richiederebbe agli amministratori di promuovere il successo dell’impresa non solo nell’interesse dei soci, ma anche considerando esplicitamente i dipendenti e l’ambiente, sia dal punto di vista naturale sia da quello sociale.
Sebbene i criteri restino sostanzialmente invariati, le società di medie dimensioni dovrebbero redigere una dichiarazione che descriva le iniziative adottate per adempiere a tali obblighi.
L’attuale governo laburista ha dichiarato di non sostenere il disegno di legge, il che rende improbabile la sua approvazione.
Tuttavia, i contenuti della proposta potrebbero essere approfonditi in futuro. Le modifiche potrebbero essere ripresentate tramite un diverso iter legislativo, ad esempio mediante una revisione dell’articolo 172. Avrebbero effetti significativi sulla responsabilità degli amministratori. Attualmente, gli amministratori possono essere già soggetti a diverse azioni legali per violazione dei propri doveri, tra cui ricorsi per pregiudizio ingiusto, azioni derivate o procedimenti avviati dalle autorità competenti, nei casi in cui si ritenga che abbiano agito contro gli interessi degli azionisti o arrecato danno a uno o più soci.
In questi casi, gli amministratori rispondono personalmente delle proprie azioni e non possono avvalersi della separazione patrimoniale garantita dalla personalità giuridica della società.
Un’estensione degli obblighi previsti dal Companies Act 2006 costituirebbe una modifica significativa. È probabile che ciò comporti un aumento delle azioni risarcitorie nei confronti degli amministratori, ad esempio quando una decisione sia ritenuta dannosa per dipendenti, ambiente o collettività. Gli amministratori dovrebbero quindi valutare con attenzione l’allineamento delle proprie scelte agli interessi generali della società o dei lavoratori.
Nel breve periodo, l’approvazione delle modifiche prospettate appare poco probabile. Tuttavia, gli amministratori dovrebbero considerare che in futuro potrebbe verificarsi un graduale superamento del principio tradizionale della centralità degli azionisti, con un possibile aumento del controllo sulle decisioni gestionali.
