La dottrina britannica della sovranità parlamentare stabilisce che nessun governo è vincolato dalle decisioni dei governi precedenti. Pertanto, un futuro esecutivo del Regno Unito potrebbe revocare o negare finanziamenti, licenze ambientali o permessi di pianificazione, con potenziali impatti diretti sugli investimenti esteri nel Paese.
L’arbitrato previsto dai trattati sugli investimenti costituisce uno strumento fondamentale per la risoluzione delle controversie tra Stati e investitori esteri. Tali trattati, siano essi bilaterali o multilaterali, sono finalizzati a promuovere gli investimenti esteri, garantendo condizioni stabili e prevedibili, e consentono agli investitori di tutelare direttamente i propri diritti attraverso procedure specifiche di risoluzione delle controversie.
Le controversie possono emergere, ad esempio, in caso di trattamenti ingiusti nei tribunali nazionali, interferenze nella gestione dell’investimento mediante applicazione discriminatoria delle leggi locali, oppure a seguito del rifiuto o del mancato rinnovo di licenze fondamentali, comprese quelle ambientali.
È importante sottolineare che, qualora tali reclami derivino da azioni quali l’annullamento o la modifica di un contratto rilevante, non sono soggetti alle limitazioni del diritto interno, inclusa la sovranità parlamentare.
Un investitore è considerato idoneo esclusivamente se soddisfa i requisiti per essere riconosciuto come tale o se detiene un investimento valido ai sensi del trattato.
Ad esempio, è stata recentemente avviata una procedura arbitrale a seguito della revoca di un permesso di costruzione relativo a un progetto industriale. Gli investitori sostengono che le azioni del governo britannico, pur conformi al diritto interno, abbiano violato i loro diritti di investimento. In particolare, la revoca del permesso e l’introduzione di nuove misure regolamentari avrebbero interferito illecitamente con l’investimento, privandoli delle tutele previste dalle norme internazionali sugli investimenti, tra cui il trattamento giusto ed equo e la protezione contro l’espropriazione ingiustificata.
